Io non lo so, non lo so cosa c’è di sbagliato a fare del proprio dolore una casa.
Quand’esso c’è, quando scava, quando è il motivo per cui ti senti sbagliato, diverso: perché non renderlo amico, mi chiedo.
Io non lo so, non lo so cosa ci sia di sbagliato a non voler cambiare le cose ferendosi le mani, spezzandosi le unghie, respirando a fatica; non lo so cosa ci sia di sbagliato a fare passi indietro, a rinchiudersi, a decorare un luogo da cui si uscirà solo una volta guariti.
Da soli.

Io non so perché debba essere da biasimare trasformare un’arma in scudo.

Io mi ci sto costruendo un castello, col mio freddo dolore.
E prima o poi niente mi abbatterà.

Francesca Alleva

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