Chi non muore si rivede (o meglio, risente).

Ciao ragazzi.
Non so se passiate il tempo su WordPress chiedendovi affannosamente che fine io abbia fatto, ma in ogni caso sono stata assente perché sentivo di voler fare così.
Mi sto riconnettendo man mano alla mia vita quotidiana, dopo il periodo esami finito a inizio aprile, la pausa dalle lezioni fino all’11 e la mini vacanza alle terme che ho fatto con la mamma da giovedì a domenica.
Insomma ho voluto e dovuto staccare.
L’ansia mi opprimeva e sono stata malissimissimo diverse e diverse volte. Per gli esami ho rischiato entrambe le volte di cedere alla paura e all’ansia e di non uscire di casa visto che le gambe mi tremavano, continuavo ad andare in bagno, mi mancava l’aria e a volte avevo la sensazione di dover vomitare.
Un’odissea, ve lo assicuro.
Anche le prime uscite di casa mi hanno trovato impreparata visto che era da un mese che non ero più abituata ad uscire al pomeriggio. Persino un’uscita alla decathlon è stata una sfida.

Dalla psicologa mi son fatta dare il numero di una psichiatra che chiamerò per fissare un appuntamento e vedere cosa possiamo fare per gestire meglio l’ansia.

Devo dire che nonostante tutto ciò mi sono risollevata, anche se a tratti soffro di nuovo di solitudine che sento inevitabilmente come un peso e una condanna, anche per il tempo che ti dice “esci con qualcuno!” e tu ti senti una sfigata perché le due amiche a cui chiedi di solito o sono impegnate o si impegnano dopo essersi dimenticate che dovevano uscire con te, almeno così eravate rimaste.

Alle terme mi sono piacevolmente sorpresa di me stessa: avevo il terrore di soffrire talmente tanto l’ansia da non avere neanche il coraggio di entrare nelle piscine o peggio ancora di fare i massaggi facendomi quindi toccare da qualcuno.
Invece la prima sera ho mangiato. Mi sono detta di stare tranquilla, di mantenere il controllo e di fregarmene del fatto che fossi lenta e che inoltre l’impressione di essere fissata o giudicata dallo sguardo degli altri ospiti era solamente una mia fantasia e paranoia e che stava solamente nella mia testa. Insomma ce l’ho fatta, sono stati 4 giorni bellissimi e mi hanno ricaricata.
Tornare a casa ha sicuramente avuto il suo impatto e la città è riuscita con la sua quotidianità a buttarmi giù, a farmi tornare bene in mente la paura. Ma ora “mi sto facendo le ossa” (se è così che si dice .-. ) e cerco di pensare lucidamente e di tranquillizzarmi parlandomi mentalmente e pensando a quel che ci diciamo con Gloria.
Con Gloria mi sono anche resa conto che alla fine le cose le faccio, che nonostante mi terrorrizzino e spesso mi mettano parecchio in difficoltà, non mi fermo e faccio lo stesso quel che devo o voglio.
Insomma, nonostante passi continuamente momenti sconfortanti e destabilizzanti (se di stabilità possiamo parlare) sto riducendo ad andare avanti e a farmi coraggio, con i miei aiuti, alti e bassi e con me stessa e la mia forza d’animo.
Sono fragile e forte allo stesso tempo.

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7 risposte a "Chi non muore si rivede (o meglio, risente)."

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  1. Ma gli esami sono andati (spero) bene?
    Io quando avevo gli esami, provavo un dolore fortissimo ai polpacci, a causa della tensione. Mi ci volevano sempre un paio di giorni perché il dolore svanisse.
    Pensare tu sia una sfigata perché non esci con qualcuno è una fesseria, lasciatelo dire. Non credo siano tanto diverse/migliori le persone che escono solo per poter dire “sono uscita” ed andare in giro con finti amici tutto petetgolezzo e smartphone.
    Poi ha ragione Gloria: tu sei titubante (almeno a parole), ma poi i tuoi obiettivi li realizzi, piano piano. Sei brava, ma forse ti manca quel pizzico di consapevolezza per saperti valutare come meriti.
    Ciao C

    K!

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