Panico e sociofobia portatemi via

E se fossi io a non VOLERE uscire/fare/relazionarmi con la gente? No ok, non è questo. A me piace l’idea di uscire con un amico/a… di uscire con D. e di andare al parco con alcune compagne.
Il fatto è che proprio non riesco a pensare di uscire con un ragazzo e peggio ancora di mangiarci assieme. Metto le mani avanti e dico “No.”.
Lo so che spreco occasioni, che così rimando il mio star meglio, ma anche riconoscere i miei limiti e seguire i miei sentimenti mi fa star meglio.
Vi spiego.
È stata una settimana faticosa ma molto soddisfacente. Ho dovuto frequentare un festival che si teneva nella mia città e assieme a me c’era un’altra decina di studentesse e uno studente della mia università. Praticamente l’ho fatto per acquisire cfu (crediti formativi universitari utili per laurearsi).
Ero in una situazione potenzialmente terrificante e che avrebbe potuto bloccarmi e che volendo esser sincera mi terrorizzava fino a pochi giorni prima.
Con mia sorpresa martedì ho pranzato e sono andata al festival tranquillamente, nonostante la situazione e il fatto che ci fossero tutte persone che non conoscevo. Insomma è andato benone! Ieri, che era l’ultimo giorno ho addirittura mangiato un panino al parco assieme ad altri tre! C’era perfino un ragazzo!
E qui veniamo al dunque e cominciamo a tremare e a sentire rumori di pancia.
Il ragazzo in questione, con cui ho parlato a caso qualche volta, ma niente di che (o di cui preoccuparsi), mi ha chiesto inaspettatamente, proprio mentre ci stavamo salutando se volevo andare a mangiare uma pizza con della birra una sera…. PANICO RAGAZZI, ASSOLUTO, giuro.
Subito mi è partita l’ansia e il mal di stomaco e in preda al panico gli ho risposto di sì, ovviamente pentendomi nello stesso istante in cui le parole mi sono uscite di bocca. Da lì la mia mente finalmente rilassata si è riattivata irrimediabilmente e ha iniziato i suoi ragionamento paranoici e ansiosi: “ei!!! E adesso? Come cazzo fai a dargli buca senza sembrare stronza o sociofobica?! E se lo incontri in università? E se inizia a frequentare le lezioni per vederti?  E se non riuscirai a dare gli esami perché saprai che c’è lut? E se ti chiederà dell’uscita?  Cosa gli dirai? E  se tornerai ad avere ansia a prendere il tram?!  E STASERA COME FAI A MANGIARE?!”. PANICO. ANSIA E PANICO.
Sono riuscita a tranquillizzarmi leggermente sul tram di ritorno e ho scritto ad un’amica che ha cercato di tranquillizzarmi dicendomi che non devo giustificarmi e che se non me la sento non ha senso illuderlo. D’accordissimo. Con la Gloria avevamo parlato del fatto che nelle situazioni di ansia penso di non avere un’alternativa allo star male e quindi il pensiero di dover assolutamente affrontare la situazione mi fa stare malissimo per giorni.
Ok. Gli ho detto di sì a caso e ho sbagliato, ma giuro che non me l’aspettavo e che non ho captato nessun segnale di interesse. Lui ha il mio numero e frequentiamo lo stesso corso di laurea, ma io in università l’avrò visto due volte e so che non frequenta mai, praticamente. Devo tranquillizzarmi e tutto andrà bene,  o almeno meglio.
Poi mi sono depressa perché finalmente ero riuscita a fare ancora (dopo le terme) qualcosa di gratificante, soddisfacente e di cui andare orgogliosa con me stessa ed è bastata una frase  e una proposta amichevole e carina per abbattere tutto.
Ma non devo farmi buttare giù. Non adesso che iniziavo (o inizio? ) a pensare di riuscire a pensare al fatto di uscire con D. che è una delle cose  a cui tengo di più in questo momento e che sarebbe un grosso traguardo per me.
Insomma, dell’uscita con questo ragazzo non ho mai pensato neanche per mezzo secondo di uscirci davvero. Cioè forse ci ho pensato e sono stata malissimo oltre a non essere riuscita a mangiare a velocità e in quantità normali ieri a cena.
Sono ancora agitata. Devo calmarmi. MA COME FACCIO A CALMARMI AVENDO QUESTA QUESITONE IN SOSPSESO E SAPENDO DI POTERLO VEDERE SA.UN GIORNO ALLALTROOOOOOO! D: PANICO.

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6 risposte a "Panico e sociofobia portatemi via"

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  1. Il farmaco non è una cattiva idea, insieme all’idea che hai già che tu possa fare qualcosa sforzandoti. Un mix delle due cose ed un piccolo successo in qualche situazione può avviare un cambiamento reale. Perchè non ti fai consigliare da qualche persona competente, magari il medico di famiglia se ti fidi, o un amico medico,piuttosto che uno psichiatra (non correrei questo rischio!). Una mia amica con un problema simile al tuo è migliorata molto utilizzando questa strategia, prendendo inizialmente in alcune situazioni ansiogene particolarmente inportanti un blando ansiolitico, che ora non prende più, e continuando a credere di poter cambiare.

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    1. Beh perché la psichiatra è esperta di queste cose. Poi quella da cui vado io è anche psicoterapeuta, quindi penso abbia una sensibilità e attenzione diverse. A me ha consigliato di non prendere farmaci al bisogno, perché si rischia di diventarne dipendenti e quando si vuole smettere è più difficile… mi aveva consigliato una terapia continuativa (tipo di un anno)

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