Sistematicamente (è una parola che dovrebbe essere usata solo a lezione)

Ultimamente ho iniziato seriamente a pensare che la mia vita sia un circolo infinito composto da tre fasi: passo da periodi di totale sconforto, depressione, solitudine, piattume, ansia fortissima, blocco totale in cui non riesco e non voglio muovere un dito,
a periodi in cui comincio a riprendermi: vedo le cose che tornano colorate, sorrido più spesso, mi tranquillizzo un po’, riprendo ad uscire, a respirare, torno a vivere una vita normale e tranquilla,
a periodi in cui l’allegria e la felicità che il rendermi conto di stare uscendo dalla depressione porta, scompaiono e mi ritrovo insoddisfatta: sono i periodi come questo in cui finalmente potrei, ma non posso; periodi in cui di fatto non ho blocchi insuperabili, ma non riesco comunque.
Passo dall’insoddifazione alla frustrazione al fastidio di continuo.
In periodi potenzialmente fruttuosi come questo succede che potrei, ma no!
Questo periodo in particolare è ricco oggettivamente di eventi: solamente stasera mi ha riscritto il tizio con cui ho parlato 3 pomeriggi e a cui avevo rifiutato l’invito ad uscire per la pizza, e che mi ha invitato (oggi) di nuovo a casa sua (!!!!!!!) a guardare film assieme ad altri. Ad una mia ulteriore risposta negativa ha deciso di provare con lo studio: mi ha chiesto di studiare assieme in università e io di nuovo ho rifiutato.
È la strada più facile penserete. In un certo senso è così. E spesso mi ritrovo a pensarlo anch’io e mi sento così verme e così vigliacca che mi faccio pena, schifo, innervosire.
Stasera una vecchia amica d’infanzia che ora abita in Puglia, mi ha scritto su fb che è nella mia città e che se posso le farebbe piacere  rivedermi. Anche a me farebbe piacere vederti… ma sai, ho già un appuntamento con l’ansia.
Perché dev’essere così difficile tutto per me? Perché devo complicare le cose così?
Ultimamente, anzi, da un mese, vorrei dormire e dormire e dormire come quando sono depressa e non ho alcuna intenzione e voglia di fare niente. Quando ho una scusa da dire a me stessa perché sono nel periodo  no e va bene così. Passerà.
Il problema è che quando passerà ti ritroverai triste perché sarai sola e non saprai con chi condividere la tua voglio di vivere.
E sai cosa?! Quando troverai con chi stare starai così male che sprecherai l’ennesima occasione per passare dei bei momenti che ti porterai con te perché felici!
Ho sonno e scrivo a fatica, ma sono sistematicamente insoddisfatta.

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8 risposte a "Sistematicamente (è una parola che dovrebbe essere usata solo a lezione)"

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  1. Ciao! Mi dispiace sentirti così giù! Con la psichiatra come sta andando? Il magnesio e gli altri integratori che mi sembrava stessi assumendo, ti stanno dando sollievo? Ti vorrei suggerire di provare con qualche antidepressivo, mirato ad assopire l’ansia..ma non vorrei sembrare invadente.

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    1. Gli integratori non mi sembra mi stiano aiutando a controllare l’ansia. Con la psichiatra siamo rimaste che restiamo in contatto telefonico nel caso volessi rivederla per farmi dare dei veri e propri farmaci. Ogni volta che mi si presenta un’occasione del genere e mi tiro indietro penso che avrei dovuto prenderli da subito.

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      1. Secondo me potresti provare con qualcosa da prendere solo all’occorrenza. Anche perché se la psichiatra non ti ha subito prescritto farmaci evidentemente non ritiene necessario inizi una cura vera e propria (tra l’altro prima di percepire effetti concreti ci vorrebbe almeno 1 mese) ; avessi anche solo delle pastigliette per combattete l’ansia quando senti di averne bisogno, avresti comunque un aiuto in più. Non parlo per esperienza personale perché non mi sono mai trovata ad utilizzarle ma ho visto l’aiuto che hanno dato a persone che conosco che si trovavano in situazioni simili alle tue (difficoltà ad uscire di casa,ecc). Ovviamente parlo da persona esterna quindi è facile dar consigli, perché vedo la situazione da fuori..mi rendo conto non sia una decisione leggera quella di passare a dei farmaci.

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      2. Il fatto è che anch’io pensavo fosde quello ciò di cui avevo bispgno, ma la psichiatra mi ha detto che praticamente creanp dipendenza e gli effetti collaterali sono tra l’altro malissimo abbinati ai miei sintomi (vomito, nausea) e rischierei di peggiorarli. Avevamo parlato di una terapia continuativa di un anno circa, ma siam rimaste che se non trovo grandi problemi continuo così. Solo che non riesco comunque a fare cose che vorrei e che non riguardano la quotidianità (tipo uscire con ragazzi)… ora valuterò. Ora voglio solo superare l’esame del 10 giugno ;(

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  2. Non è facile.
    Io, quando stavo male, maledicevo i weekend perché tutti i miei amici si divertivano, mentre io stavo a casa perché non volevo o non me la sentivo di uscire.
    Credo sia pressoché impossibile dare un consiglio valido o intelligente, perché penso che le soluzioni dovranno crescere spontanee dentro di te.
    Parlo di “soluzioni” perché, evidentemente, tu ti rendi conto che ci sia un “problema”.

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  3. non soffro di vera e propria depressione eppure mi rispecchio a pieno nel tuo post, nei tuoi passaggi da uno stato d’animo all’altro, nei tuoi potrei, ma no. Molte volte abbiamo davvero solo bisogno di darci da sole un calcio nel sedere e costringerci a vincere quel MA NO grosso come un macigno che ci schiaccia, altre volte serva che sia qualcun altro a darci quel calcio. Non è facile, non è privo di dolore motivo e soprattutto anche la stessa scelta di opporsi al MA NO genera un’ansia tale da schiacciarti, ma devi provare a credere tu stessa di potercela fare. io ho fiducia in te…prova a dartene anche tu. Non è la soluzione, ma un inizio.

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