Al di là

Ecco. Sono tornata ieri dall’Abruzzo. 

Ora sono a casa.

Sto meno male di quel che pensavo, forse perché spero di ripartire nel week end. Come sempre stare qui alla lunga mi fa star male. Andarmene via per un po’ alla fine mi fa soltanto bene.

Infatti, alla fine, al mare è andata bene. L’animatrice si è rivelata utile al suo scopo: mi sono rianimata dopo la partenza del mio amico e il risveglio muscolare in spiaggia assieme all’acqua gym mi hanno aiutata a stare meglio e ad occupare il tempo. Poi ho fatto amicizia con un bimbo di 11 anni con cui giocavo dopo pranzo a giochi da tavolo e che facevo divertire al mare. Poi ci ha raggiunti un’altra amica con la quale non avevo gran confidenza e che però ci ha tenuto compagnia e con la quale sono stata bene.

Ho toccato pochissimo il cellulare e ne sono davvero contenta: significa che ero occupata e che non sentivo bisogno di connettermi con qualcuno o di leggere qualcosa per combattere la noia come duccede di solito. 

Quando capita che mi fermo a pensare ora penso che mi mancano gli amici, più che il ragazzo.  Sicuramente col ragazzo farei davvero tante cose che con gli amici sono ppiù difficili,  ma è un pensiero un po’ superficiale. Gli amici servono per esprimersi, perché si è un po’ diversi con ognuno di loro e si scopronoparti diverse ogni volta. 

Ho un po’ paura di quel che verrà. 

L’anno prossimo è l’ultimo anno del corso di laurea che sto frequentando adesso, dovrò iniziare a lavorare prima o poi e mi sento abbastanza inadatta. 

Mi è venuto un flash su come potrò stare nel periodo di capodanno. Ci sto male da tre anni praticamente. 

Questo essere performanti sempre e comunque mi stressa. So che stressa chiunque, ma a me blocca. Paradossalmente la richiesta di fare e essere il meglio mi blocca e non mi fa esprimere, ne provare ad essere. 

Non so proprio come e quando mi sbloccherò. E questo mi fa sempre paura. Soprattutto quando mi rendo conto che il tempo passa e che non posso fare la mantenuta ancora per molto,  così come non posso annoiarmi a vita,  non posso fare sempre vacanze lunghe e non posso sempre accontentarmi. Non voglio neanche. Credo. A volte ecco.

C.

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4 risposte a "Al di là"

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  1. Ciao C.
    Sono contento che poi alla fine le tue vacanze siano andate bene, ricordo le tue perplessità iniziali.
    Tra “moroso” e “amici” penso non ci debba essere una alternativa, ci possono essere tranquillamente entrambi.
    Per il lavoro, è ancora distante, inutile fasciarsi la testa troppo presto. Anch’io oensavo di essere inadatto, ma sono falsi problemi. Quando ti trovi in ballo…. balli!

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    1. Ho paura di rimandare troppo le prime esperienze…. non mi preoccupo infatti del “lavoro definitivo”, ma di qualcosa con cui iniziare…. ufff.
      Comunque per il ragazzo la vedo dura. Gli amici anche. Alla fine oltre all’università e alle vacanze non ho modo di conoscere delle persone.

      Piace a 1 persona

      1. Però, dai, all’Università si possono conoscere un sacco di persone. Magari, chissà.
        Non darti fretta per il ragazzo. Sarebbe un errore, secondo me. Tutto avverrà spontaneamente.
        Discorso lavoro.
        Devo essere sincero. L’inizio è complicato, ma non tanto (o non solo) per l’impatto che puoi avere (colleghi, il capo, orari, etc…) ma quanto perché dovrai adattarti a fare qualcosa che magari non è il tuo sogno. Purtroppo fino a 20 anni fa la laurea ti distingueva dagli altri, da chi non l’aveva. Ora, invece, è un titolo di studio che hanno in moltissimi, e dunque non è più un bilgietto da visita che ti fa emergere (al di là del fatto che puoi avere qualità e doti particolari che ti aiuteranno comunque).
        Molti neo laureati si adattano a fare lavori di vario tipo, con contratti molto penalizzanti. Dovrai essere coriacea, e lo sarai.

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