Che brutta persona

Sono terribilmente fiacca.

Tant’è che lo scrivere dall’applicazione, che ormai di comodo ha solo il fatto che mi mette le lettere maiuscole in automatico, mi dà sui nervi. È troppo lenta e incasinata. Chissà se riuscirò a finire l’articolo. 

Mi sento molle. Sbadiglio di continuo e ho sempre sonno.

Mi sveglio al mattino e non vedo l’ora di tornare a letto. 

Non faccio niente di stancante:

-mi sveglio alle 8 e se va bene mi alzo alle 8:15

-studio per quel che riesco, ma comunque svogliatamente

-vado in università per due ore al giorno

-due sere a settimana vado in piscina

-nel week end cerco di tenermi impegnata e di SFORZARMI ad uscire, altrimenti perderei altro tempo a far nulla.

Insomma, cosa c’è che non va di così grosso? 

Venerdì l’andare dalla psichiatra per sentirmi dire che posso farcela da sola, devo imepgnarmi e fare quel che non mi va di fare, mi ha procurato fastidio,  ma soprattutto terrore. 

Io non voglio affidarmi a me stessa. Mi sono delusa più e più volte e continua a succedere che mi senta tradita da me strssa.

Non voglio mettermi un peso sulle spalle che non posso sopportare. Ho dei grossi limiti mentali e mi fido poco di me stessa. A volte mi sembra di potercela fare, ma mi tradisco e rammollisco all’ultimo. 

Come posso fidarmi di una che cambia idea e umore da un momento all’altro?  E se nel momento del bisogno mi lascio abbattere chi può pensare che io possa farcela da me.

Non voglio pensare che dipendo da me. Mi fa paura dipendere da me.

Perciò cazzo vaffanculo sono solamente una svogliata del cazzo, una pigra e stupida ragazzetta bionda che non sa quel che vuole. Non lasciatemi con me stessa, non mi piaccio io.

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18 risposte a "Che brutta persona"

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  1. Non credo tu sia svogliata, sei solo bloccata da qualcosa di indefinito che ti attanaglia e dal quale non riesci a divincolarti.
    Però in effetti, non è che tu non faccia vita sociale: parli di università, piscina, uscita nei weekend. Non male, direi. Capisco anche che tu ti stia sforzando per uscire, ma se lo fai vuol dire che (almeno un po’) ti piace.
    Però non lasciarti andare, anche se ti pesa uscire devi farlo comunque, altrimenti sì ti chiuderesti troppo.

    Ti immaginavo mora.

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  2. sul fatto che tu non piaccia a te stessa non esprimo opinioni perché non ti conosco, sul tuo essere un tantinello accidiosa… pensa che vita di merda fanno quelle persone attive e operative 20ore al giorno festivi inclusi

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  3. Quanti punti di contatto… ma al nocciolo sei arrivata da sola: non ti piaci, non ti vuoi bene, ma non sai nemmeno chi vorresti essere. Come ti ho già detto, mi sembra di rispecchiarmi.
    Non so se invidiare quelli che si sentono tanto sicuri, una sicurezza che a volte si trasforma in spocchia se non in arroganza, in narcisismo,
    Il nostro forse è un narcisismo all’incontrario. Forse abbiamo bisogno di “uccidere” quel nostro io che detestiamo per scoprire chi veramente siamo, ed è ovvio che ne abbiamo paura di ciò.
    E’ semplicemente terribile arrivare ad “uccidere” il proprio io.
    Eppure dovremmo innanzitutto capire come siamo arrivati a ciò, il perché questo nostro io finisca per soffocarci se non annientarci. Non lo so, non ho una risposta perrché ad un certo punto non ci capisco più nulla…

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  4. Sto leggendo un libro di Reinhold Messner nel quale scrive che il coraggio esiste perchè esiste la paura e viceversa. Senza paura non saremmo coraggiosi, ma completamente incoscienti del pericolo. Il problema sorge quando la paura ci blocca, è questa parte del nostro io che ci blocca che dovremmo “uccidere”, non la paura in sé.
    Forse è , se mi permetti il gioco di parole, la paura della paura che ci blocca, abbiamo il terrore di vivere la paura.

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