Sensitive 

Vorrei poter scrivere l’articolo senza dover digitare sulla tastiera. Semplicemente parlando al cellulare. 

Vorrei aggiungere qualcheduno ai following, ma poi non mi gira di leggere e mi trovo mille articoli da recuperare. Che antipatica.

Oggi ho studiato qualcosina in più. 

Ho messo dei preservativi nel bagno dell’università. Che gioia immensa. Non sono scaduti.

Ho paura di uscire. Potessi dormirei  più di quel che faccio. Poi chissà se uscirei più. 

Non ho solo bisogno di approcciare un ragazzo. 

Dovrei anche lavorare, sentirmi utile(umile). 

Poi ho paura di farmela addosso o di vomitare. O di non respirare. Di tremare e sentir freddo e di far finta di aver sonno per scappare un po’.

Che brutto quel giorno di lezione in cui mi venne sonno, autoindotto.

Non posso neanche viaggiare serenamente, perché vorrei andare via con delle persone. 

Non so come andrà. Spesso penso male. Nel senso che non morirò. Semplicemente avrò un’esistenza mediocre e piatta. 

E magari perderò le poche amiche. 

E l’amico si fidanzerà e non farò più l’amore. Non l’avrò più. 

Chissà se chiuderò il blog.

Non so se vivrò qui.

Forse scapperò e poi cederò. 

Mi spaccherò e proverò pace. 

Metterò me stessa davanti ai miei desideri. La mia dignità davanti ai miei pensieri.

Il flusso di coscienza non funziona molto bene. Forse.

Non mi vergogno.

Ho sonno perché voglio scappare. 

E più ne scrivo e più mi deprimo. 

Oggi ho mangiato una cheesecake in classe. Mi sono sentita forte per questo.

Vorrei cazzo spiattellare di cosa sono fatta. Di ansie e paure.  Di fobie e malintesi. Di disastro e disagio. Di energia.

Troppo poca però. 

Non sono abbastanza  brava da sovrastarmi. 

Vorrei sapere che ne pensano. Che mi dicessero chi sono io perché non lo so.

Non sono cosa sembro e chi ho creato.

Mi voglio bene, ma non ne esco da questo limbo. 

Un eterno tira e molla che poi ti stanchi e hai la scusa per non tirare più. 

Ti accasci e rimani lì. A scrivere sul blog cose insensate. 

E continuerei. Davvero. Ma devo andare in piscina e ho paura del mio corpo. 

C.

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29 risposte a "Sensitive "

Add yours

      1. Perché in quelle sfumature caratteriali che tu consideri debolezze e difetti, emergono tratti che ti rendono comunque unica: non peggiore, né pessima né inferiore, ma diversa a modo tuo.
        E so che, invece, vorresti essere come tutte le altre, perché come le altre hai il diritto di sorridere, di essere abbracciata, di poterti lasciare andare alla speranza; ce la farai in ogni caso e senza tradire quella che sei, anche se probabilmente ci vorrà molto tempo per riuscirci.

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      2. Io non ti sopravvaluto, e infatti non ti considero miss perfezione; però non ti vedo nemmeno come un disastro ambulante.
        Basandomi su quello che scrivi, sui piccoli progressi che ogni tanto fai e su quello che speri di diventare, per me hai già tutte le carte in regola per arrivare all’obiettivo; il problema, semmai, è quello che attanaglia molti: come fare?

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      3. Di sicuro non puoi parlarne con il primo che passa, visto che potrebbe non comprenderti.
        A parte Gloria, non ci sono amiche e/o blogger nelle quali riporre un po’ di fiducia?

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  1. Ho letto C il tuo scambio di opinioni con Vittorio. Mi affianco a lui.
    Tu ti vedi in un modo, ma noi abbiamo forse un’opinione diversa.
    Tu sei te stessa, con le tue debolezze ma anche con i tuoi punti di forza.
    Mi sembra che a te la voglia di parlarne non manchi, forse è più facile dietro ad una tastiera, più difficile di persona. Hai degli alti e dei bassi, devi avere più fiducia in te stessa.
    Ciao

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      1. L’avevamo intuito, ma non credo che dovresti.
        Sei una ragazza certamente carina (non perché ti abbia vista, diciamo che è l’idea che mi sono fatto leggendoti, e per il fatto che comunque non è che i ragazzi ti snobbino), sei intelligente e studiosa. Alla tua età sono 3 componenti fondamentali e tutt’altro che secondarie.
        Come faresti se ti mancassero queste 3 doti?

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  2. Forse ha ragione chi definisce un po’ contorto il tuo post.
    Ma lo vedo anche come un insieme di appunti su di te scritti di getto.
    E devo dire che leggendolo mi sono piuttosto destabilizzato, ha suscitato in me diverse emozioni, mi ha creato ansia, angoscia e mi ha pure commosso.
    Dentro di te hai tanti dubbi, ma hai anche tanta energia.
    Tu sei i tuoi desideri.
    Vita mediocre e piatta? Come molti. La nostra società ci illude sul tipo di vita che si può avere: soldi, bellezza, successo e quant’altro. Poi ti guardi in giro e ti accorgi che chi sembra aver successo ha problemi magari di droga, di depressione, di vita emotiva instabile, ti accorgi che spesso è la famiglia, che si vorrebbe sia il rifugio ideale, il luogo più disfunzionale che ci sia.
    Gente che corre dietro a cose inutili per riempire i loro vuoti interiori, illusi che un telefono da 1000 euro, lo schermo da 60 pollici, il suv o quel che vuoi possano fare la loro felicità. Poi ci parli assieme e ti rendi conto della loro pochezza, dell’incapacità di avere un seppur minimo senso critico.
    Spiattella pure anche qui quello di cui ti senti fatta, non tacere, parla, urla, piangi, dai sfogo a te stessa. Fallo per te, qui ci sarà chi ti ascolta.
    Perchè alla fine è questo di cui abbiamo bisogno: qualcuno che ci ascolti. Non che ci stia a sentire, ma che ascolti prestando attenzione, Non importa se non avrà soluzioni, quel che conta è che ci sia.
    E qui di gente che ti ascolta ce n’è, non sei sola. Lo so, nella vita reale è ben altro… pian piano arriverà.
    In te c’è una leonessa che vuole ruggire, devi solo permetterle di farlo. 🙂

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    1. 🙂
      Grazie del commento. Hai quasi commosso anche me.
      Anche oggi la psicologa mi ha detto che per definirmi, di getto, le viene da dire che sono vitale. Ha usato proprio questo aggettivo. E mi piace l’idea, che però sento poco come mia, nonostante io sappia che in fondo in fondo in fondo lo sono.
      Un saluto 🙂

      Mi piace

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