Dovresti

So che non dovrei pensarci e dovrei pensare ad altro, ma è da 3 mesi che penso alla festa di domani. Cioè è una cena e ok. Però a parte la festeggiata e l’amica non ho appoggi. E so che non è poco conoscere 2 persone, ma io mi sento vulnerabile, poca cosa e terribilmente insicura e terrorizzata.

So che dovrei spingermi. Uscire di casa e fare tutto meccanicamente, come mi è successo una volta per l’esame. E so che dovrei distrarmi, che dovrei sorridere un poco, sminuire l’importanza delle cose, guardare oltre ai miei piedi e far quel che si deve fare in quelle occasioni.

So che saremo in tanti e che  nessuno baderà a me se non vomito.

Ma io sarò sola, come sempre mi sento quando sto male, non avrò alcuna voglia di mangiare e il solo vedere il cibo mi farà stare male. 

Penserò che non mi so sforzare. Che non voglio provare. Penserò che hanno sempre ragione gli altri quando esprimono opinioni e mi danno consigli . Mi sentirò in colpa . Totalmente e solamente in colpa.

E poi come al solito penserò al fatto che se non andrò dovrò uscire con le compagne più avanti solo noi 3 e sarà doppiamente difficile. Che se non vado il regalo come cazzo glielo porto. Che se non vado chissà cosa pensano . 

Mi stresso solo a scriverne. Scusate.

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45 risposte a "Dovresti"

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  1. Ciao C.! Vorrei saperti dare un consiglio utile e sensato..
    Siete a casa dell’amica o a cena in un locale? (non mi ricordo se alla fine stai assumendo qualche farmaco per l’ansia…?)
    Hai scritto che ci stai pensando da 3 mesi; pure io mi fisso sulle cose mille secoli prima che accadano e a dirla tutta non serve a niente a parte peggiorare la situazione; perdiamo tempo ad immaginare scenari distorti e stiamo ancora peggio. Che strazio.

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    1. Siamo in un locale. Ma in generale non so cosa sarebbe peggio. So solo che sto già male. Che vorrei rintanarmi nel letto e che mi faccio schifo.
      Non prendo niente. La psichiatra dice e mi convince ogni volta che posso farcela da sola anche stando male. Boh

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      1. Considerando i progressi che hai fatto (e ci sono stati, anche se ora il malessere te li può far percepire come “roba da poco”) capisco come possa spronarti a proseguire senza farmaci..
        Lo so che stai già male 😦 ti stai proiettando (da mesi) in questa situazione e sono sicura la stai immaginando nel peggior modo possibile. Tutti gli scenari peggiori.
        Io, nonostante tutto, ti direi di provarci. Spero non suoni male quello che sto per dirti, ma ti sei già trovata in situazioni in cui sei stata male e non è crollato il mondo, sei ancora qui, sei sopravvissuta! >_<
        Secondo me non dovresti pensare al deludere gli altri, devi agire nel modo che a lungo termine ti può far stare meglio.

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      2. Guarda. Sono consapevole. E probabilmente non voglio sforzarmi. Perché so che sarebbe una disfatta.
        Tutte le volte in cui vado e non mi sento sicura, con qualche appoggio, familiare di fatto, sto male. Ergo vomito.
        Boh non so come discolparmi. Alla fine è colpa mia

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      3. Allora pensiamo al caso peggiore: sei lì, provi a cenare ma non ce la fai, hai la nausea, vai al bagno e rimetti. Poi cosa succede?
        (Non credo tu abbia bisogno di discolparti; ci stai provando e stai male, non hai deciso di arrenderti. Se così fosse non avresti dubbi, non scriveresti qui).

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      4. Direi di si… con mia mamma in particolare, ma in generale con membri della famiglia..
        Penso a quando alzarmi, a cosa dire, a cosa penseranno gli altri quando mi alzo, a come interrompere la conversazione, a cosa penseranno se da un momento all’altro scappo in bagno… E poi anche il tornare proprio a tavola davanti a tutti mi mette in difficoltà. Insomma devo rimanere a casa a vita

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      5. La tua amica è al corrente del tuo malessere?
        Pensi di sentirti meglio con i membri della tua famiglia perché conoscono la situazione e non temi (più) giudizi da parte loro? Cioè è un ambiente in cui puoi permetterti di stare male senza conseguenze(?)

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      6. Capito.
        Insomma alla fine le cose sono due, o non vai e il discorso si chiude qui (o meglio, si rimanda solo alla prossima uscita) o vai, con la consapevolezza -ma non la certezza- di poter star male sapendo che sei già sopravvissuta in passato a situazioni brutte come questa. Immagino come ti blocchi l’imbarazzo e il terrore del sentirti male di fronte a persone sconosciute o quasi.

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      7. Immagini bene Namida. E grazie della comprensione.
        Io tengo sempre a mente, nei miei ricordi delle situazioni passate, l’enorme difficoltà e tutte le volte che sono stata male. E penso: cacchio, ma io non mi ci voglio ritrovare ancora in una situazione così. Anche se so che perdo sempre pezzi di felicità.

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      8. Eppure, se posso dire la mia, almeno con un’amica sarebbe utile ne parlassi. Avresti così un’alleata, una persona che sa come puoi sentirti e che può farti da spalla quando siete fuori, ad esempio. E soprattutto credo ti toglieresti un po’ un peso.. però insomma valuta tu.
        Lo so, non ti ci vuoi ritrovare a star male così ma penso che anche l’ansia sia questione di abitudine; più ti allontani da certi contesti, più ti senti estranea quando poi ti ci ritrovi.
        Comunque prego, non sto facendo niente ^^;;

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      9. È come dici tu. Ma io non mi ci sono mai avvicinata a queste situazioni… nel senso che se mi obbligo in un modo o nell’altro ci vado anche, ma stando malissimo. La soluzione sarebbe andarci e basta. Stare male. Vomitare se succede, ma andare. E invece no. Non riesco. Non voglio farlo (in parte).
        Sarà già difficile domattina rivedere i compagni… spero il meno possibile

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      10. Sì, la soluzione sarebbe andare e basta. Metterti nella condizione estrema di stare male, se proprio deve succedere, e renderti conto che in ogni caso avrai affrontato e superato la situazione. Ma è estremamente difficile farlo e hai tutti i motivi del mondo per non volerlo fare.

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      11. io ho molti problemi ad uscire con persone che non conosco e di solito cerco di sabotare le uscite per la troppa paura di non andare bene, di non soddisfare le aspettative degli altri, a livello estetico e “sociale” e poi ho problemi col cibo dati -credo- dalla tensione che mi si riflette sullo stomaco; altro motivo per il quale mi mette un sacco di ansia mangiare fuori con gli altri.. quindi un pochino capisco la tua ansia. E non so come uscirne nemmeno io a parte cercare di mettermi in situazioni con vie d’uscita fattibili e veloci XD
        Vorrei fare di più e darti soluzioni 😦

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      12. Mmh…mi succede a volte in famiglia ma lì essendo a casa -ambiente sicuro- lo gestisco con pochi problemi. Per fortuna non mi è successo con persone che conosco poco ma fa schifo restare costantemente con la tensione mentre mangi, pregando di non sentirti male..non ti godi la situazione. Poi quando mi rendo conto che il peggio non sta arrivando, riesco a rilassarmi.

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  2. Lo scrivo anche qui. Mangi a casa prima di andare al locale, dipende ovviamente dall’ora in cui vi trovate. Una buona merenda, tipo paninazzo con nutella, o qualsiasi cosa ti piaccia (anche la Simmenthal va bene). Vai lì e il cibo lo guardi, finché sentirai un languorino ed allora addenterai qualcosa solo se ne avrai voglia e se ti piace.

    Pensare troppo presto a queste situazioni non è l’ideale, anche perché sono occasioni che al massimo puo anche declinare. La presenza di un amico/a fidato potrà aiutarti certamente, altrimenti ti spedisco un mio cartonato a grandezza naturale, te lo porti dietro e dici a tutti “questo è K”.

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      1. E allora confermo: mangi a casa, stop.
        Poi dipende il contesto: ristorante seduti o buffet? Se c’è il buffet sei salva, con un piatto vuoto davanti un po’ meno, ma basta dire che non hai appetito (mica nulla di male) anche se in realtà ti sei ingozzata di crema spalmabile a casa. Puoi anche giocare tutto sul ritardo, io in alcune occasioni sono arrivato volutamente in ritardo per evitare alcune forme di imbarazzo (presentazioni tra sconosciuti, persone che mi stavano sul c***o, etc). Però un po’ di socializzazione ci vuole, usa qualche tecnica.

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  3. Comunque l’idea di K non è male, arrivi tardi (avvisi la tua amica del ritardo)
    inventa qualche cena a casa con parenti che non vedi da tempo venuti di proposito è che dovevi per forza vedere, così non devi cenare lì, ne restarci troppo a lungo, ma farai comunque presenza, inoltre avrai raggiunto un compromesso

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